Il ruolo della positività all’interno del processo di cambiamento aziendale. 

La parola cambiamento spesso fa paura.  Non tutti in azienda si sentono pronti e ispirati a passare da uno status quo a un futuro desiderato. E desiderato poi da chi? 

Un cambiamento organizzativo efficace e duraturo nasce da un coinvolgimento attivo delle persone, che concorrono insieme alla definizione di una visione e si impegnano attivamente nel day by day al raggiungimento degli obiettivi che si sono date.

Un ingrediente essenziale in questo processo è la positività. 

Come far sì che il cambiamento dettato dalla pianificazione strategica non sia né imposto, né traumatico per le persone che vivono l’azienda?

Partendo dall’individuazione del latto positivo di un’organizzazione. 

Lontano dalla caccia alle streghe e dalla ricerca spasmodica dell’errore, delle falle, dei problemi e delle debolezze di un’organizzazione, si lavora sulla ricerca e sull’esaltazione delle forze che danno vita all’organizzazione stessa. E lo si fa a partire da una volontaria scoperta collettiva del meglio che già c’è e che costituisce il DNA dell’azienda. Tutto ciò è possibile con la ricerca e il racconto da parte dei collaboratori delle storie di successo aziendali, quei momenti in cui le persone si sono sentite più vive, più considerate, al meglio e perché. E questo focus sul meglio che già esiste, viene raccontato, sintetizzato, messo in luce e diviene la base per poter vedere insieme un futuro desiderato, facendo nascere visioni e azioni creative e generative sul “meglio che sarà”. 

Questa attenzione sulla valorizzazione del meglio è una ricerca di continuità che preserva il valore che già esiste, trasformando i momenti di maggior ispirazione, impegno e vivacità individuale e collettiva del passato, in una prospettiva futura immaginata dall’intero gruppo di lavoro dove questi momenti di picco divengano la norma. È il momento, all’interno del processo di pianificazione strategica, dell’immaginazione e della definizione collettiva e condivisa della Visione, che supportata dalla positività, affonda le sue radici in esempi concreti del passato e dunque si fa viva, pulsante, aggiunge valore e direzione all’agire quotidiano di tutti i collaboratori che si dedicano alla costruzione dell’impresa del futuro. 

Un viaggio verso il domani, alleggerito dal prezioso bagaglio contenente tutte le ricchezze dell’oggi: tutto ciò che non cambierà mai, nonostante il cambiamento e che anzi ne verrà esaltato.

In questo passaggio l’azienda da buona diviene eccellente e virtuosa. 

Un approccio quindi non attendista ma propositivo nei confronti del futuro, dove il talento individuale è al servizio del gruppo di lavoro e le persone sono messe nelle condizioni di poter osare con determinazione e coraggio. La positività diviene dunque uno straordinario mezzo per raggiungere un fine, quello del futuro condiviso, fa sbocciare i talenti e fiorire gli individui, rendendoli magnanimi nell’offrire se stessi e le proprie forze senza riserva verso qualcosa per cui ne valga la pena. 

Inoltre, in questo percorso la positività, usata con volontà e consapevolezza nel concentrarsi sulle qualità degli individui, diviene un potente mezzo per costruire le buone relazioni. Perché le relazioni divengono vive e vere quando abbiamo uno sguardo orientato all’apprezzamento dell’altro, quando ci prendiamo del tempo per vedere il buono, il vero e il potenziale ancora inespresso nel nostro rapporto, che da professionale si fa sempre più personale. 

È così che il nostro mondo si apre a nuove possibilità, che il genio collettivo e lo scopo dell’organizzazione si palesano con una incredibile forza spontanea.